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La soglia... della preghiera In evidenza

 

 

 

Incontro lì, nel campo, il fiordaliso,

ogni mattino, e posso offrire il gesto

 della mia preghiera.

 Non è cogliere un fiore.

 Non è il mio avere già deciso l’orazione.

 Non è nemmeno il passo grave o lesto.

 Non è banale tiritera di parole.

 Ma coglie forse il vero

 il puntar dello sguardo, trasalir del respiro

 e, quasi, il trasparire dell’amore:

 là, sulle montagne, bianche, blu e viola,

 e poi, vicino, oltre le nebbie,

 sulle più estese vigne, ove consola

 compiere in sé il passaggio della luce,

 fidarsi di quel velo che ricopre

 il disvelarsi del Mistero, nel silenzio.

 Chi è che mi conduce

 e quando e dove giungerà il mio andare?

 E chiedo di far sì che sia visibile la fede,

 tangibile speranza per i tanti

 la cui coscienza attende, più concreta,

l’àgape del cuore.

 Forse, capisco tutto il nascere che è in Dio

 Padre: il generare, la vita che contemplo,

 attorno e in me, dal campo, al seme, ai frutti.

 E Gesù Cristo è il Figlio,

alpha e omèga di salvezza,

itìnere di pace, accanto ad ogni soglia;

 e parla di misericorde ascolto

 e di redento abbraccio a tutti.

 Lo Spirito conosce il Cristo in ogni volto

 e dona risonanza alle creature:

 sua è la grazia, cammino di ogni giorno,

 ed accomuna umani intenti,

 passione e santità, verità di sentimenti;

 vibra la gioia nel suo canto

 e scuote poi la vanità e le paure:

 sono il pellegrinare e tendere alla mèta

 e son presenti in casa già nel mio ritorno.

 

Letto 4433 volte Ultima modifica il Martedì, 04 Settembre 2012 10:55
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