La Mia Musica

Non è facile spiegare come nasce in me una composizione, parole e musica, dal momento che provo io stesso un senso di meraviglia e di riconoscenza quando questo avviene: meraviglia e ogni volta sorpresa, perché succede in modo sempre nuovo e non prevedibile; riconoscenza diretta verso Dio, al quale sempre mi rivolgo per trasmettere la gioia di tali momenti.

Posso tuttavia evidenziare alcune costanti:

- alle volte un motivo musicale, anche solo di pochissime note, mi frulla nella mente, quasi sempre associato a parole: se in quell’istante ho tempo e non sono preso da altri impegni, sono portato a scrivere tutto ciò che ho in mente sul primo pezzo di carta che mi càpita e, se non dispongo di un foglio pentagrammato, tiro velocemente io le linee a formare i righi musicali, così il brano prende forma; quindi vado ad eseguirlo alla tastiera o sfodero la chitarra, captando la sonorità delle note, la pienezza degli accordi e la bontà delle espressioni, correggendo o togliendo dove mi sembra opportuno: un lavoro che non è ancora di lima, ma che mi richiede molta concentrazione, dal momento che tutto si svolge celermente, quasi con il timore di perdere l’attimo fuggente (devo riconoscere che questa è la modalità più frequente e più prolifica);

- altre volte appunto velocemente l’ispirazione dove mi è possibile, musica e parole, magari anche solo qualche nota, e poi metto da parte, assorbito da altri servizi, ma proponendomi di sviluppare in seguito quel piccolo nucleo: in certe occasioni mi è stato possibile ricreare quel preciso istante in cui l’ispirazione s’è affacciata prepotentemente in me, e l’ho portata a compimento; in altre o non l’ho più cercata o non ho più sentito l’esigenza e la curiosità di spingermi oltre (ammetto qui che in taluni casi sono ritornato su appunti vecchi anche di anni, mentre in altri frangenti ho trovato i miei schizzi musicali poco significativi e privi per me d’interesse);

- altre volte ancora, ma ormai è quasi la norma, appena colgo l'ispirazione, svolgo poi tutto il lavoro compositivo al PC, col programma FINALE, che tengo aggiornato ogni anno: ciò mi dà modo di preparare degli spartiti pronti per chiunque.

Diverso è il lavoro "di lima". Ci sono spartiti che, dopo averci lavorato su sodo, lascio lì per qualche tempo. Quando li riprendo avviene una cosa straordinaria: lavoro di nuovo serratamente sull'impianto armonico, come se il brano lo vedessi per la prima volta. E ci sono sempre note da rivedere, cambiare; diverse soluzioni ora appaiono le migliori, ora non appagano più a vantaggio di altre. Questa fase concitata spesso dura giorni interi, la mente totalmente presa dal lavoro di cesello e mai veramente o del tutto soddisfatta. Quando, però, raggiungo il livello desiderato avviene un'altra cosa meravigliosa: il brano che appena prima occupava ogni spazio della mente e della fantasia, ecco, va a perdere sensibilmente posto; pur appartenendomi, comincia ad essere anche di chi ne fruirà. Questa considerazione è il vero premio per la mia fatica.

Tu sei libero:

Alle seguenti condizioni:

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